Cultura ed Eventi

SPETTACOLO/CLAUDIO DAIANO, UN PUGNO DI SABBIA PER UN VAGABONDO DELLA MUSICA

Daiano ha scritto i testi di molte canzoni entrate nella storia della musica leggera italiana, da “Sei bellissima” per Loredana Bertè, a “L’isola di Wight” e “Storia di periferia” per i Dik Dik, “Un pugno di sabbia” e “Un giorno insieme”, entrambe per i Nomadi, “Il volto della vita” per Caterina Caselli,  “Un’ombra” per Mina, “Come una malattia” per Charles Aznavour

Una chiacchierata con Claudio Daiano. Siamo entrati in contatto con lui grazie al cantante emergente tarentino Gaetano De Michele che in questo momento collabora con lui per un grande progetto musicale. Il  Maestro è una persona squisita e lo abbiamo sentito subito amico.  Le prime parole ce le ha dette proprio Gaetano De Michele: “L’ho conosciuto nel backstage del “Police got’s talent”, festival delle forze dell’ordine e militari a Milano, il 6 gennaio 2016, un evento patrocinato dalla regione Lombardia e dal comune di Milano in cui mi sono esibito con il brano “Gli Angeli”, presentava Alba Parietti. L’evento si svolse in un teatro storico il “Teatro Dal Verme”. Ci scambiammo il numero di cellulare e, da allora, siamo rimasti in contatto attraverso un nostro caro amico, Francesco Tambasco, che vi pregherei di nominare, persona molto vicina e attenta alle cause sociali.  Fa parte dell’associazione onlus “Mediolanum Soccorso” che realizza eventi gratuitamente per associazioni e trasporti gratuiti per persone che hanno problematiche differenti, anche difficoltà economiche. Cosa stai realizzando con Daiano? “Preferirei non dire molto, per il momento. Il brano si chiamerà “Il magnificat”, genere  “Operatic pop”, una novità, non poteva essere altrimenti col Maestro.
Testo di Claudio Daiano, Enzo Messina e Gaetano De Michele. Autore della musica è Enzo Messina (pianista ufficiale di Francesco Renga da 16 anni, in passato ha suonato anche per Zucchero”.
Ecco il Maestro.
Nome d’arte di Claudio Fontana, nato a Cervia, classe 45, un paroliere, compositore e cantautore italiano. Ai più non dirà nulla questo nome ma, gli addetti ai lavori, sanno bene quanto ha dato e quanto darà ancora al panorama musicale italiano. Daiano ha scritto i testi di molte canzoni entrate nella storia della musica leggera italiana, da “Sei bellissima” per Loredana Bertè, composta su musica di Gian Pietro Felisatti, a “L’isola di Wight” e “Storia di periferia” per i Dik Dik, “Un pugno di sabbia” e “Un giorno insieme”, entrambe per i Nomadi, “Il volto della vita” per Caterina Caselli,  “Un’ombra” per Mina, “Come una malattia” per Charles Aznavour. Giusto per menzionare alcuni dei suoi successi.

Maestro, sappiamo tutto di lei ma non mi pare che le televisioni si interessino molto a lei.
“Che vuoi fare, forse danno tutto per scontato. Un paroliere, comunque chi costruisce il successo degli altri, lo fa come un automa perché ama questo lavoro. Nessuno però sa quando e come si ispira. Le notti passate riscrivere mille volte una frase, per poi scegliere la prima. O le vicissitudini della persona. O la carriera, con tutte le sue sfaccettature”.  Ma i cantanti le sono stati grati? Sorride e spara una battuta: “Ogni tanto ascolto i miei capolavori in tv e mi commuovo: credo che sia questo il ringraziamento più grande quando non sei più giovane”.
Affinché si possa comprendere la straordinarietà di questo artista a tutto campo della musica, cerchiamo di conoscere la sua lunga attività dal 1962 ad oggi.
Intanto ha collaborato con tutte le etichette più importanti come la Fonit Cetra, Dischi Ricordi, Durium, Carosello.
Figlio di Silverio Fontana, gestore del “Dancing Fontana”, uno dei più famosi locali della dolce vita di Cervia, si accosta alla musica insieme ai fratelli Carlo e Franco sin da bambino. Inizia la carriera come cantante in alcuni gruppi della sua zona, di cui i più noti sono i Nevada, gruppo che annoverava, fra le sue fila, Fulvio Penso alla tromba, Lino Brandolini al pianoforte, Franco Forlivesi alla chitarra, Luigi Adami alla chitarra e canto e Franco Asioli alla batteria, artisti molto conosciuti in riviera. Si trasferisce poi a Milano per studiare all’università, entrando in contatto con il mondo musicale e discografico, e mettendosi in luce come paroliere; la prima grande affermazione risale al 1968 con “Il volto della vita”, firmata anche da Mogol, cover di Days of Pearly Spencer di David McWilliams. Sempre nello stesso anno ottiene un altro grande successo con “Quelli erano giorni”, cover di Those Were the Days, portata alla ribalta da Gigliola Cinquetti. Nel 1969 scrive il testo per la versione italiana della celebre canzone-scandalo Je t’aime… moi non plus di Serge Gainsbourg. La canzone viene incisa in differenti versioni, in particolare due versioni sono le più celebri, quella cantata da Giorgio Albertazzi e Anna Proclemer e quella cantata da Ombretta Colli assieme ad un non precisato partner (non si tratta comunque né di Giorgio Gaber, né di Daiano stesso). Nel 1969 con “Due grosse lacrime bianche”, interpretata da Iva Zanicchi, partecipa all’Eurovision Song Contest 1969. Nel 1970 ottiene due successi con “L’isola di Wight” per i Dik Dik (cover di Wight Is White di Michel Delpech) ed “Un pugno di sabbia” per i Nomadi, che arriva al quarto posto ad “Un disco per l’estate”. Nel 1973 debutta al Festival di Sanremo come autore di “Angeline”, eseguita dai Pop Tops, che viene eliminata; si rifà però l’anno successivo, vincendo con “Ciao cara, come stai?”, interpretata da Iva Zanicchi. Sempre nel 1974 pubblica il suo primo album da cantautore, Io come chiunque (sulla pista di Cohen): un album tributo a Leonard Cohen, contenente canzoni tradotte da Daiano (in un caso, The partisan, con la collaborazione di Bruno Lauzi) e gli arrangiamenti curati da Victor Bach. Nello stesso anno partecipa alla Mostra Internazionale di Musica Leggera di Venezia con “Momenti sì, momenti no”, interpretata da Caterina Caselli. Il 1975 è l’anno di “Sei bellissima”, che diventa una delle canzoni evergreen della musica leggera italiana, anche grazie all’interpretazione di Loredana Bertè, mentre l’anno successivo ottiene un buon successo con “15 anni”, incisa dai Vicini di casa. Continua a portare avanti la sua carriera solista, incidendo altri singoli ed un secondo album, ma ottiene i successi maggiori come autore; tra le altre canzoni da lui scritte ricordiamo “Oramai”, che Fiordaliso presenta al Festival di Sanremo 1983. Un’altra collaborazione significativa è quella con il gruppo sardo dei I Collage, per cui ha scritto molte canzoni di cui le più note sono “Donna musica” e “I ragazzi che si amano”. Ha collaborato anche con Nino Manfredi per alcune commedie musicali, tra cui “Parole d’amore, parole”.
Nell’anno 1968 scrive “Il volto della vita” con mogol, autore della musica David Mc Williams interprete Caterina Caselli.
Torniamo a parlare con lui. Maestro, ci sussurrava Gaetano De Michele che presto potrebbe proprio Taranto a celebrarla in una manifestazione canora.
“Ne sarei felice, certo. Magari lanceremmo proprio da questa splendida città la canzone che stiamo preparando”.  E noi l’aspettiamo, caro Maestro, grazie per quanto ha già regalato alla Musica Italiana.

 

 

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