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Da oggi in radio “DRY”, primo singolo estratto dal nuovo album dei del duo folk black Da Black Jezus

Da oggi è in radio “Dry”, primo singolo estratto They can’t cage the light” dei da Black Jezus, album uscito il 13 novembre su etichetta Weapons of love e distribuzione Family Affair. Il duo formato da Luca Impellizzeri (testi, voce e chitarre) e Ivano Amata(chitarre, synth, xilofono e drum machine) annuncia le prime date del tour (in aggiornamento):

2 febbraio – Industrial (Leonforte, Enna)

22 febbraio – Corvo Torvo (Bitonto, Bari)

23 febbraio – Alibi (Foggia)

24 febbraio – Re:hub (Baronissi, Salerno)

16 marzo – Barrio’s (Milano)

26 aprile – Teatro dell’Acquario (Cosenza)

“Dry”, prodotto da John Lui (Aretuska), è un crepuscolo di electro-pop: “quando qualcosa ci prosciuga si va a caccia di vane risposte che sono soldati di vetro” è la frase con cui Luca Impellizzeri (testi, voce e chitarre) e Ivano Amata (chitarre, synth, xilofono e drum machine) fotografano questo primo singolo estratto. “La sonorità dark pop del brano, a tratti, sembra muoversi in una sorta di stato larvale – prosegue Luca Impellizzeri -. Ciò esprime una ineludibile necessità di ricerca, il tendere la mano verso il lato oscuro e ignoto che ognuno di noi possiede, e il videoclip di Alessandro Castagna traduce perfettamente in immagine questa attitudine concettuale del brano”.
Il brano è stato anticipato dal videoclip diretto da Alessandro Castagna, prodotto da Lucilla Caniglia e con la partecipazione di Mouhamadou Mkabir Awe“il video nasce dall’esigenza, estetica e narrativa, di rappresentare in immagini il dualismo dell’essere umano, la coesistenza tra la parte sensibile e umana e la parte oscura e malvagia – racconta il regista.
L’album, composto da nove tracce in cui il duo nato nel dicembre 2012 a Troina (Enna) riversa suoni di campionatore, di blues e folk redatti con una punteggiatura elettronica in minuscolo che amplifica la voce, particolarissima e intensaè stato accolto in modo molto positivo dalla stampa specializzata, ecco alcuni estratti:
“Esperimento coraggioso, ancora di più visto il luogo di nascita”. (Corriere della Sera)
“They Can’t Cage the Light (…) ha una forza interiore mostruosa e rivela una band di enorme spessore.” (Blow Up Magazine)
“Le pendici dell’Etna non sono mai state così vicine alle rive del Mississippi” (Il Mucchio Selvaggio)
“Perché è questa (…) l’intenzione di Luca Impellizzeri e Ivano Amata: non mettere barriere all’ispirazione e non lasciare che le loro canzoni vengano rinchiuse dentro le sbarre di semplicistiche catalogazioni.” (Rockit)
“è fuori dalle mode ma anche così alla portata di un pubblico ampio (…) Questo è un album che deve andare oltre i soliti circuiti indipendenti, perché se lo può permettere.” (Distopic)
“un disco che si candida ad essere uno dei migliori nella scena musicale indipendente italiana attuale.” (The Italian Soul)
“I da Black Jezus compiono una specie di miracolo attraverso nove canzoni che profumano di internazionalità e bellezza, (…) qualcosa di difficilmente replicabile”. (Indiepercui)
“Il progetto da Black Jezus è potente, ricco di personalità, (…) è la luce che dopo il buio sai che deve arrivare”. (Relics Controsuoni)
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