Cronaca

IRCCS CROB: INTERVENTI DI DISSEZIONE ENDOSCOPICA SOTTOMUCOSA

“Quattro pazienti lucani dell’Irccs Crob sono stati sottoposti ad un intervento di dissezione endoscopica sottomucosa ESD grazie alla convenzione stipulata con il dott. Francesco Azzolini responsabile dell’endoscopia operativa dell’ospedale San Raffaele di Milano.

Si tratta di interventi effettuati in regime endoscopico, senza la necessità di procedere con l’intervento chirurgico vero e proprio”. Lo rende noto il Crob attraverso un comunicato, in cui si spiega che “la procedura cui è sottoposto il paziente è la stessa utilizzata per la gastro o colonscopia.

Questa metodica particolare è di notevole complessità e consente di poter intervenire su lesioni preneoplastiche e/o neoplastiche in fase precoce, anche di grosse dimensioni, del tubo digerente rendendone possibile l’asportazione per via endoscopica tramite l’uso di microbisturi.

L’alternativa alla ESD è la chirurgia tradizionale con tutte le conseguenze e i rischi ad essa connessi, inoltre questa metodica riduce i tempi di degenza, il dolore, la formazione di aderenze post operatorie e non ha nessun impatto estetico.

La ESD, inoltre, offre dei vantaggi anche a livello diagnostico in quanto consente al patologo di esaminare la lesione intera, permettendo così una corretta analisi dei margini di resezione, della infiltrazione degli strati profondi e quindi un giudizio ragionevolmente certo sulla correttezza del trattamento”.

I quattro pazienti, due donne e due uomini, sono stati individuati dai gastroenterologi dell’Irccs Crob i dottori Orazio Ignomirelli e Mario Ciuffi. Gli interventi sono stati eseguiti in collaborazione e con la supervisione del dottor Azzolini.

I pazienti dopo l’intervento, eseguito da svegli o in blanda sedazione come per una colonscopia di routine, presso la struttura semplice dipartimentale di endoscopia sono ritornati a casa nella stessa giornata.

Nello specifico con la tecnica della ESD dissezione endoscopica sottomucosa, sono stati asportati due grossi polipi piatti uno al retto e uno al colon, una lesione cancerizzata dello stomaco e due tumori neuroendocrini del retto. I pazienti torneranno poi in Istituto per i successivi controlli abituali di follow up.

La convenzione con il dott. Azzolini durerà un anno durante il quale, oltre ad intervenire praticamente sui casi segnalati, avrà anche l’obiettivo di formare i due gastroenterologi e la loro equipe su questa tecnica endoscopica ad alta complessità e contribuire all’introduzione di nuove metodiche come il trattamento dell’esofago di Barrett e l’acalasia.

Queste procedure, infatti, richiedono un lungo addestramento dell’intero team medico – infermieristico.

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