Politica

Bolognetti:E’ necessario che lo sciopero prosegua per la sopravvivenza di Radio Radicale

In questo Paese, in cui spesso è proibito capire e si nega dibattito e si nega conoscenza e in cui c’è attentato ai diritti politici dei cittadini; in questa nostra Italia, in cui occorre con urgenza trovare un’uscita di sicurezza al dato di antidemocrazia e anti Stato di diritto montante, da nonviolento, da militante di un Partito non elettorale, che proclama nel suo preambolo allo Statuto il diritto e la legge e il ricorso alle supreme forme di lotta nonviolenta per la difesa con la vita della vita, del diritto, della legge, ritengo necessario continuare ad alimentare la fame di democrazia, diritto alla conoscenza, verità, giustizia e libertà a cui sto dando corpo dal 27 febbraio.

La nonviolenza, gioverà ribadirlo, è dialogo e il nostro è il dialogo di chi è convinto che siano i mezzi a prefigurare i fini e che il fine non giustifichi i mezzi.

La nostra è la nonviolenza di chi vuole onorare le proprie Istituzioni, i diritti umani e tra questi quel diritto alla conoscenza, quell’einaudiano conoscere per deliberare che dà forza, sostanza, contenuto alla parola democrazia.

Uno sciopero della fame in difesa della vita di un’emittente radiofonica, Radio Radicale, che da 43 anni alimenta, attraverso un ininterrotto flusso di conoscenza, la democrazia del nostro Paese. Una Radio che è stata ed è servizio pubblico a tutto tondo.

Nonviolenza vs menzogna, perché Satyagraha è insistenza per la verità e perché sono e resto convinto che Don Luigi Sturzo avesse ragione quando affermava che “Non c’è libertà dove c’è menzogna; perché la libertà è figlia della verità”.

Uno sciopero della fame in difesa dell’aria che manca, dell’art. 21 della Costituzione e del pluralismo.
L’esercizio della nonviolenza per con-vincere i nostri interlocutori a non ingoiare un diritto fondamentale.

La nonviolenza che da sempre caratterizza le nostre lotte in difesa dei diritti umani, della Costituzione, della democrazia, delle libertà.

Uno sciopero della fame che è parte di una lotta che ha assunto varie forme e articolazioni. Uno sciopero della fame che è parte di una lotta condotta al fianco della redazione di Radio Radicale, dei tecnici di Radio Radicale, del direttore Alessio Falconio, dei compagni del Partito Radicale, di chi digiuna per un giorno o per una settimana, di Rita Bernardini dal 9 aprile anche lei in sciopero della fame ad oltranza, dell’intergruppo parlamentare, dei consigli comunali e delle regioni che stanno deliberando a sostegno e per la vita di Radio Radicale, dell’ODG, della Federazione Nazionale della stampa, delle tante autorevoli voci che si stanno levando, di tutto ciò che diventa alimento di una lotta, della nostra resistenza, della nostra proposta.
C’è un tesoro di voci che va stratificandosi.

Un virus benefico si sta diffondendo ed esso può essere il necessario antidoto ad altri virus assai perniciosi.
Questa iniziativa nonviolenta, questo lungo cammino nonviolento, deve continuare; è necessario che continui, che prosegua ad oltranza.

A soli 13 giorni dall’interruzione del pubblico servizio garantito dalla Radio “che parla e che ascolta”, occorre che il prezioso “troveremo”, pronunciato dal Ministro Di Maio al quale pure ho corrisposto, diventi al più presto un “abbiamo trovato”.

E’ necessario continuare ad alimentare questa fame per accompagnare, aiutare, con-vincere i nostri interlocutori.
Da venerdì, se non dovessero esserci cambiamenti, intendo rafforzare il dialogo in corso alternando sete e fame, con tempi e modalità da decidere.

Ringrazio i medici che mi stanno seguendo, ma temo di non poter accogliere i loro suggerimenti. Signor Ministro, ascolti! L’ignoranza non è forza!!!

Viva Radio Radicale. Viva l’art. 21 della Costituzione. Vivano democrazia, diritto alla conoscenza, verità, giustizia e libertà.

Di Maurizio Bolognetti, Segretario di Radicali Lucani, giornalista, membro della presidenza del Partito Radicale (In sciopero della fame dalla mezzanotte del 27 febbraio, per la vita di Radio Radicale e il diritto umano e civile alla conoscenza).

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