Politica

Mollica: il petrolio non è una risorsa per la Basilicata

In vista della manifestazione di sabato a Venosa il consigliere ribadisce che “è assurdo permettere ancora alle compagnie il saccheggio del territorio senza che negli anni si siano adottate misure a tutela della salute e della sicurezza ambientale”

 “Quando si parla di petrolio toccando la sfera delle autorizzazioni, diventano prevedibili e legittime le difese dei singoli territori della Basilicata”.

È quanto dichiara il consigliere regionale Francesco Mollica in vista della manifestazione che si terrà, sabato prossimo, a Venosa, promossa dal movimento No Triv “contro le autorizzazioni per prelevare altro petrolio con sicuri danni ambientali”. “Su questa materia – dice il consigliere – ho sempre espresso anche in maniera dialogante e propositiva la netta contrarietà ad un modello di sviluppo legato a quello del petrolio”.

A parere di Mollica, “nel passato, la Basilicata è stata svenduta alle lobby degli affari e del petrolio e, anche oggi, pur consapevoli delle conseguenze che lo stesso ha provocato nei diversi settori (agricolo, salute etc) si continuano a sostenere gli stessi impegni facendo dubitare che l’obiettivo non sia una politica economica e di sviluppo ma altri tipi di interesse.

Penso ai sostenitori della legge Sblocca Italia – precisa – che demanda al Governo nazionale tutto il potere decisionale per autorizzare nuove trivelle.

Ma questa è un’altra storia. È assurdo pensare di permettere ancora alle compagnie il saccheggio di questo territorio senza che negli anni si siano adottate misure a tutela della salute e della sicurezza ambientale; perché chi continua a sostenere che le estrazioni sono compatibili con l’ambiente, mente sapendo di mentire”.

“Il nostro territorio ha già dato, sta già dando, la Basilicata – afferma ancora Mollica – non potrà dare assolutamente niente di più in termini ambientali ed anche di contribuzione energetica al territorio nazionale.

Sul permesso di ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi denominato ‘Palazzo San Gervasio’, riguardante 469.90 chilometri quadrati, ricadente in 13 Comuni della provincia di Potenza tra cui anche Venosa, la Giunta regionale nel giugno 2013 adottò la delibera di ‘mancata intesa’ per la richiesta di rilascio del permesso avanzata dalla Aleanna resorces Llc.

Per questo dobbiamo fare sentire la nostra voce presso il Governo esprimendo un forte dissenso e riversare l’attenzione sul mercato della tecnologia green. Dobbiamo insistere, dobbiamo ribaltare quell’immagine della Basilicata preda del petrolio e dell’inquinamento”.

“Vale la pena ricordare che in Val d’Agri si estrae petrolio da oltre trent’anni, producendo l’82 per cento del petrolio italiano e questo costituisce il più grande giacimento sulla terra ferma dell’Europa continentale.

Bene, alla luce di questi dati – conclude Mollica – è possibile arrivare ad una prima importante conclusione: il petrolio non ha rappresentato e non rappresenta una risorsa per la Basilicata e per il popolo lucano.

Sicuramente altri avranno fatto grandi affari grazie al petrolio lucano, ma non di certo la comunità. Nessuna perforazione e nessun altro pozzo”.

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