Cultura ed Eventi

“IL BIANCO E LA ROSSA” DI ROTONDA: PROTAGONISTI ASPIRANTI CHEF OSPITE ALESSANDRO BORGHESE

Non solo mostre, dibattiti, show cooking, degustazioni, spettacoli e convegni – ai quali prenderanno parte esperti del settore agroalimentare, food blogger, nutrizionisti e giornalisti gastronomici, tra cui Davide Paolini autore di numerosi libri dedicati al cibo e al marketing gastronomico e territoriale oltre che ideatore di diversi eventi enogastronomici nazionali.

A Rotonda (Potenza), in occasione della festa de “Il Bianco e la Rossa”, organizzata dal Consorzio di tutela della melanzana rossa e dei fagioli bianchi dop, in programma dal 31 agosto al 2 settembre, – spiegano gli organizzatori iun una nota – ci sarà una vera e propria gara tra i ragazzi degli istituti alberghieri del comprensorio del Pollino che saranno impegnati nella preparazione di piatti a base di fagioli bianchi dop e melanzane rosse.

A giudicare il lavoro degli studenti, alla presenza dello chef Alessandro Borghese, volto noto di alcune trasmissioni televisive di successo come “Alessandro Borghese 4 Ristoranti”, “ Cuochi d’Italia” e “Junior Masterchef Italia”, sarà una giuria tecnica di alta qualità composta dal professor Mario De Cristofaro, docente dell’istituto alberghiero di Castrovillari (Cosenza), Rocco Pozzulo, presidente della Federazione Italiana Cuochi, Annamaria Sodano, giornalista e conduttrice televisiva e radiofonica, e Samantha Biale, nutrizionista e giornalista.

Prelibatezze a base delle due dop – prosegue la nota – saranno preparate, nel corso della tre giorni, anche nei ristoranti aderenti di Rotonda. In paese, non c’è orto in cui non sia coltivata almeno una pianta di melanzana rossa.

Portata dall’Africa in Basilicata agli inizi del secolo scorso, al seguito di alcuni lucani emigrati e decisi a tornare nella terra natia, la “melangiana a pummadora” ha trovato nei comuni del Pollino terreno fertile ed ideale per la sua coltivazione.

Diventata alimento essenziale sulle tavole dei contadini nel corso del dopoguerra, la melanzana ha poi rischiato l’estinzione, ma grazie al lavoro di agricoltori e di enti istituzionali che ne hanno promosso il consumo e la coltivazione, ha ottenuto nel 2007 il riconoscimento del marchio dop.

A differenza della classica melanzana viola, la melanzana rossa- che dal 2000 è inserita anche tra i presidi Slow Food- non annerisce nemmeno dopo molte ore dal taglio; ha un profumo intenso e fruttato, che per certi versi ricorda quello dei fichi d’India, ed è molto ricca di antiossidanti.

Accanto alla melanzana rossa, altra dop del Pollino è quella del fagiolo bianco; un piccolo record quello di Rotonda che conta due denominazioni di origine protetta.

A caratterizzare questo gustoso legume – concludono gli organizzatori – è la finezza e delicatezza del tegumento che garantisce cotture più rapide rispetto alle altre varietà e un alto contenuto proteico.

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