Comunicato Stampa

Scenamediterraneo questa sera 04 Agosto a Potenza

Questa sera con inizio alle 21 nel Castello del Malconsiglio di Miglionico avrà luogo il concerto spettacolo di Mario Brancaccio dal titolo “Pollicinella” promosso dall’Associazione Pa.Ga. Scenamediterraneo Potenza, dal Comune di Miglionico, dalla Pro Loco di Miglionico, dalla Regione Basilicata.

La serata rientra nell’ambito del cartellone dei Teatri di Pietra 2018 che torna in Basilicata dopo due anni di assenza, grazie alla disponibilità mostrata dal Sindaco di Miglionico, Angelo Buono e dalla Pro Loco del comune sito alle porte di Matera. Tutto questo dopo l’ultimo spettacolo svoltosi a Forio d’Ischia a settembre del 2016. Tema scelto dagli organizzatori di Pa.Ga. Scenamediterraneo “Alla dirigente s’è ristretta la trasparenza”.

La Fondazione Scenamediterraneo organismo di produzione e promozione teatrale riprende le attività con la diciannovesima edizione di Treatri di Pietra che ha visto l’anteprima a Potenza con Letti di Sera grazie alla presenza di prestigiosi operatori culturali. Al concerto spettacolo prendono parte i musicisti, attori e cantanti Simona Esposito, Vittorio Castaldo, Michele Bonè e Mario Brancaccio.

Le finalità dello spettacolo riguardano sostanzialmente la valorizzazione del patrimonio musicale, teatrale e poetico e narrativo della Campania mediante la maschera di Pollicenella o Pulcinella. La trama della serata è la seguente e riguarda la vita di Pollicenella.

La maschera ripercorre a ritroso la via che porta al seducente canto della Sirena Partenope, ci si accorge mano a mano di fare un viaggio nel fuoco giallo e rosso del Vesuvio, nei bollori sulfurei di Pozzuoli e dei Campi Flegrei, nei cunicoli aperti al cielo della Sibilla Cumana, nelle grotte di Virgilio, nelle fiamme delle anime purganti, nelle corse dei battenti alla Madonna dell’Arco, alla devozione dei parenti di San Gennaro, nel ventre di Napoli, nell’anima di un popolo. E qui in Campania, più che altrove che il nascosto desidera la luce.

E’ qui, che il limite che separa la vita e la morte, il sopra e il sotto, l’al di là e l’al di qua, l’immaginario e il reale, e sottile, poroso, friabile. E’ il popolo lo esprime in una sorta di cantato psicodramma che nei secoli è riuscito a penetrare, cultura e suolo.

Ecco per questo, il proliferare del culto pagano per i defunti, quello cattolico per i santi, coi loro Cristi sanguinanti, e le loro Madri eternamente dolorose, ecco spiegato il timore del popolo per gli sguardi malefici e le fatture per la cabala, i sogni e i numeri, della passione per le tarante, tarantolati e tarantelle.

Da millenni, la nostra terra ballerina, produce attraverso i suoni e i gesti del suo Hermes, psicopompo, Pulcinella è l’emblematica immagine di un popolo fragile, malinconico e in uno stato di perenne stupore infantile, ma che proprio per questo suo carattere, capace di far morire e ridere e incantare.

Si tratta di un concerto spettacolo che descrive in un percorso all’incontrario, il mito di Pulcinella. Oggi, ahinoi la maschera di Pulcinella è assolutamente deculturalizzata, ne è riprova il fatto che la sua effige è finita mestamente, sui cartoni che trasportano la pizza.

Tutti o quasi la ignorano, i giovani provano indifferenza. Il concerto spettacolo vuole ricollocarla nel suo ambito magico-rituale di maschera più conosciuta al mondo.

Si comincia con il Pulcinella del 900, quello già in fase calante, gli metteremo la maschera tipica di Petito e lo vedremo recitare in maniera dinoccolata, farugliante esteriore, tipica del personaggio proposto dalla letteratura teatrale del Novecento: lo accompagneranno in questo breve viaggio le canzoni classiche di fine 800 e inizio 900 come Palummella zompa e vola, Passione, E’ palumme, Chiove, Torna maggio ed Era di Maggio”

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