News Musica

SAIMON FEDELI – “Scarpe nuove” dal 18 maggio

Ecco il singolo d’esordio di Saimon Fedeli. Si intitola “Scarpe Nuove” ed anticipa l’album “Autoritratto” previsto a fine maggio in tutti gli store (Radiocoop)

Per alcune donne sono una passione, per altre una vera ossessione. Questo lo spunto di partenza che si sviluppa su un giro semplice ma divertente, in bilico tra un suono folk di ukulele e un contrabbasso che segna un passo caraibico. Quante cose si possono fare con un paio di scarpe nuove? Si può fare davvero di tutto pur di poterle mostrare ma c’è una morale alla fine della storia, proprio come in tutte le migliori storie. Divertente.

 

Saimon Fedeli ha 43 anni e vive tra Milano e provincia. Fin da ragazzo si appassiona alla musica e agli strumenti musicali. Inizia subito a scrivere canzoni che terrà nascoste fino al 2015 anno in cui, dopo aver suonato per molti anni la batteria, decide finalmente di intraprendere l’esperienza solista: si sposta cosi alla chitarra acustica, avanza di qualche metro sul palco e prova a raccontarsi con la sua stessa voce.

“Sono un ex cantautore timido perché scrivo canzoni da quando avevo 15 anni. Per pudore ho sempre preferito tenerle nascoste nel mio cassetto finché un giorno qualunque, forse pioveva, verso la fine dei miei primi 40 anni, ho sentito una vocina farmi un dispetto e cominciare a uscir cantando. Era la mia. Fin da subito ho capito che non era la migliore voce presente sul mercato per cui mi sono concentrato sui testi e su altre cose del tutto ininfluenti al successo di un brano. Infatti io non mi ritengo idoneo ad inseguire il successo ma sono felice di ciò che è successo.”

 

“Autoritratto” è un disco fresco e divertente. Canzoni d’autore a metà strada tra Paolo Conte e Sergio Caputo in cui una voce confidenziale tratteggia piccole storie private che si compongono sulla scia di suggestioni assorbite dalla vita, dal cinema e dalla letteratura. Cosi non è difficile incontrare fin da subito i sogni disillusi dell’autore durante la ricerca di una vita non omologata, gli scontri e gli incontri che con un po’ d’arte si colorano di ironia, le riflessioni empiriche, gli slanci ma anche le amarezze della vita. E alla fine, tra le note lucide di un pianoforte irridente e quelle scure di un contrabbasso sapiente, restano nelle cuffie un bel tentativo di magia, un celato bisogno di certezze e una voglia di jazz.
visualizza altro

articoli simili

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Close