Comunicato Stampa

I Giovani Imprenditori Confapi al lavoro per “Resto al Sud”

Finanziamenti fino a 40mila euro per gli under 35, con una quota del 35% a fondo perduto e un prestito a tasso zero per la restante parte. Questi sono i numeri di “Resto al Sud”, la nuova misura contenuta nella legge per il Mezzogiorno con cui si vogliono sostenere i giovani imprenditori delle regioni meridionali.

Ciascun richiedente potrà ricevere un finanziamento fino a 40mila euro e, nel caso di società, fino a 200mila euro (40mila euro per ciascun socio).

I Giovani Imprenditori di Confapi Matera, guidati dal presidente Francesco Ramundo, sono già al lavoro per fornire assistenza ai ragazzi dai 18 ai 35 anni che, non appena la misura governativa sarà pienamente operativa, vorranno avviare una nuova attività imprenditoriale o ampliare quella già esistente.

“Oggi – spiega Ramundo – viene firmata la convenzione tra Invitalia, che gestisce la misura per conto del Ministero per lo Sviluppo Economico, e l’ABI, l’Associazione bancaria italiana che rappresenta gli istituti di credito che dovranno erogare i prestiti garantiti dal Fondo di garanzia delle pmi”.

“Il Gruppo Giovani Imprenditori – prosegue il presidente dei Giovani di Confapi Matera – è pronto a fornire un’assistenza piena a tutti coloro che vorranno investire per restare al Sud, dalle semplici informative sulla misura alla consulenza su fattibilità e mercato, fino alla fase propedeutica alla presentazione dell’istanza a Invitalia e anche successivamente, seguendo l’iter istruttorio della pratica”.

“Il successo di questa iniziativa – conclude Francesco Ramundo – è strettamente collegato alla disponibilità del sistema bancario a finanziare i giovani imprenditori. Noi siamo fiduciosi perché in questo caso le banche potranno contare sulla garanzia pubblica, anche se l’esperienza del passato ci insegna che spesso esse vogliono essere garantite fino all’ultimo euro, lasciando in secondo piano il progetto imprenditoriale e la sua capacità di generare reddito”.

“È noto, infatti, che la fase di start up è quella più difficile per i giovani proprio per le difficoltà di accesso al credito. Questa volta ci auguriamo che l’ABI sappia e possa rappresentare al meglio la volontà del sistema bancario di finanziare l’economia reale e le idee nuove che provengono dai giovani”.

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