Comunicato Stampa

CGIL, CISL E UIL su Giornata Mondiale violenza contro le donne

Il 25 novembre si celebra la giornata internazionale contro la violenza femminile. In qualità di responsabili di Cgil Cisl Uil di Basilicata per le pari opportunità, vogliamo offrire alcune riflessioni. I fatti di cronaca ci riportano sempre più spesso situazioni di ricatti, molestie sessuali e abusi, in particolar modo in ambito lavorativo. È possibile contrastarli? Noi sosteniamo che, solo a partire da una reale promozione e formazione della cultura del rispetto e dell’uguaglianza di genere, possiamo auspicare risultati incoraggianti”. Lo sostengono le responsabili pari opportunità di Cgil Cisl Uil di Basilicata, Anna Russelli, Giuseppina D’Alessandro e Anna Carritiello.

“Lo si sostiene da più parti e da troppo tempo, ma vale la pena ribadirlo con chiarezza: il problema è in primo luogo di carattere culturale. Occorre lavorare affinché il divario di genere possa essere davvero superato e occorre generare delle situazioni ambientali favorevoli, ritenendo che lavorare per migliorare i contesti lavorativi possa avere delle ricadute positive dal punto di vista economico e sociale non solo per le donne, ma per tutti.

Vorremmo ritornare a parlare e promuovere quell’accordo quadro a noi tanto caro sulle molestie e la violenza nei luoghi di lavoro, sottoscritto a marzo scorso con Confindustria di Basilicata e far sì che diventi il nostro vademecum da promuovere in tutte le aziende della nostra Regione.

L’accordo si inserisce all’interno dell’intesa quadro delle parti sociali europee del 2007 e di quanto sottoscritto a gennaio 2016 tra Confindustria e Cgil Cisl Uil nazionali e intende diffondere una cultura specifica per prevenire ogni atto che si configuri come molestia o violenza nei luoghi di lavoro; si propone altresì di promuovere la consapevolezza, nei datori di lavoro e nei lavoratori, dell’irrinunciabile salvaguardia della dignità della persona.

Per dirla con le parole del grande storico Marc Bloch: “Ci sono i campi, gli strumenti, le macchine, gli Stati e le Nazioni, le leggi e i sistemi giuridici, le morali, le istituzioni, ma dietro a tutto questo le persone umane”. Questo è il primo nostro criterio ispiratore.

Occorre ora lavorare insieme per dare concretezza a quell’accordo ed estenderlo anche alle amministrazioni pubbliche. Proponiamo infine, per le aziende, un sistema di formazione continua che riguardi i temi dell’uguaglianza e del rispetto, che contribuisca a modificare la percezione nei riguardi delle donne e che sia attenta al superamento degli stereotipi di genere. Bisogna oltrepassare il concetto che si tratta solo di una “questione di donne”.

E perché no, immaginare, anche a livello regionale, di predisporre una proposta di legge specifica per incentivare la formazione nelle imprese. È fondamentale lavorare in un’ottica di prevenzione di questi fenomeni, attraverso iniziative capillari e costanti di informazione e sensibilizzazione, nei territori e nelle imprese, sperando di potersi avvalere anche di risorse pubbliche a sostegno delle suddette attività formative”.

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