Politica

Agricoltura possibile: coltiviamo nuove idee fra reti di impresa e peperone di Senise

RETI DI IMPRESE: MODELLO INNOVATIVO DI COOPERAZIONE TRA IMPRESE
La rete d’impresa rappresenta una libera aggregazione tra imprese, che consente di perseguire obiettivi strategici comuni, che il legislatore individua in innovazione e competitività.
Rete d’impresa significa collaborare, aggregarsi per il raggiungimento di obiettivi comuni, strumento indispensabile per ogni imprenditore che voglia affrontare con successo le sfide del mercato e continuare a crescere anche in momenti economici sfavorevoli.
La rete di impresa si può realizzare tra due o più imprenditori, non vi sono limiti di natura dimensionale né territoriale, per cui alla rete possono partecipare micro, piccole e medie e grandi imprese situate in diverse parte del territorio anche nazionale.
Per tutti coloro che partecipano, condizione essenziale è quella di essere imprenditore ai sensi dell’art. 2082 Codice civile, l’innovativo istituto del contratto di rete (Dl 5/2009 – L. 33/2009 consente alle imprese di medesime, pur mantenendo la propria indipendenza, autonomia e specialità, di realizzare progetti e obiettivi condivisi nell’ottica di incrementare la capacità innovativa e competitività sul mercato nazionale ed internazionale, know how specifico su prodotti e processi, per conseguire quegli obiettivi di crescita imprenditoriale che sarebbero difficilmente raggiungibili operando individualmente.


– PSR 2014/2020 DELLA REGIONE BASILICATA – BANDI DI PROSSIMA PUBBLICAZIONE
Di prossima pubblicazione è il bando relativo alla Sottomisura 4.1 P.S.R. della Regione Basilicata che ha come obiettivo: a) migliorare le prestazioni economiche di tutte le aziende agricole e di incoraggiare la ristrutturazione e l’ammodernamento delle stesse; b) aumentare la quota di mercato e l’orientamento al mercato nonché la diversificazione delle attività.
– La sottomisura prevede gli investimenti, sotto riportati, nelle singole imprese agricole con approccio sia individuale che collettivo (di filiera o di reti):
– Costruzione e/o ristrutturazione di immobili produttivi, di prima lavorazione, di trasformazione e vendita di prodotti aziendali.
– Acquisto o leasing con patto d’acquisto di impianti, macchine e attrezzature finalizzate alla meccanizzazione ed automazione dei processi prodottivi;
tutti gli interventi sono volti alle riduzione dell’impatto ambientale e ad innovazione di processo e di prodotto in una logica di sostenibilità ambientale.
– Bando sottomisura 4.2 sostegno a investimenti a favore della trasformazione/commercializzazione e/o dello sviluppo dei prodotti agricoli
Le aziende agricole, nel corso degli anni, hanno progressivamente perso potere contrattuale sia per l’evolversi dei mercati verso la grande distribuzione organizzata, che assorbe gran parte del valore del prodotto a discapito dei produttori, sia per la crisi congiunturale, con conseguente erosione dei redditi delle aziende. La possibilità di incentivare investimenti in imprese agroalimentari può favorire la crescita del settore, rendendolo più capace di rispondere alle esigenze, anche in termini di massa critica, e di cogliere gli orientamenti del mercato.
– La sottomisura sostiene le seguenti tipologie di investimenti:
• Costruzione e/o ristrutturazione di immobili connessi all’attività di raccolta, stoccaggio, prima lavorazione, trasformazione e commercializzazione.
• Acquisto o leasing con patto di acquisto di impianti, anche per produzioni di energia per autoconsumo da fonti rinnovabili (solare termico e fotovoltaico, biomasse di scarto, mini – eolico, mini – idrico), macchine e attrezzature afferenti l’attività all’attività di raccolta, stoccaggio, prima lavorazione, trasformazione e commercializzazione.
• Mezzi mobili esclusivamente per il trasporto dei prodotti trasformati.
• Investimenti per aumentare l’efficienza energetica degli edifici produttivi.
• Acquisto/sviluppo di software, hardware e di brevetti.
Misura 16
Le innovazioni di prodotto, di processo e sociale, partono dall’organizzazione del lavoro e passano per nuovi e differenti metodi che sviluppano forme di mercato e di comunicazione, attivando differenti e variegate azioni di sistema, di cooperazione e di rete, sia di natura settoriale che territoriale. La strategia regionale si caratterizza per la concreta possibilità di innescare specifiche e sostanziali azioni collettive, attività sperimentali e progetti pilota che concorrono alle priorità strategiche del PSR (innovazione; competitività e filiere; sostenibilità ambientale; governance territoriale). In particolare, con la costituzione dei Gruppi Operativi del PEI e il sostegno alla realizzazione di progetti pilota e allo sviluppo di nuovi prodotti, pratiche organizzative, processi e tecnologie, ma anche attraverso nuove relazioni, più o meno formalizzate, si intende stimolare la conoscenza, la diffusione e la creazione dell’innovazione sperimentando in progetti comuni.

PRODUZIONI TIPICHE E COLTURE ALTERNATIVE
E’ noto a tutti che di Senise è conosciuto come u’ pais ru zafaran e questo rappresenta un vantaggio per i produttori di peperoni che in questi ultimi anni hanno dato prova di grande coraggio incrementando la produzione ed avventurandosi sul mercato nazionale ed internazionale con la promozione di prodotto pronto per il consumo. Ad oggi se vogliamo che il prodotto raggiunga livelli economicamente significativi è necessario fare uno sforzo da parte dei nostri produttori costituire una filiera produttiva, con tutti gli attori che provvedono a coltivare, trasformare e commercializzare un prodotto di qualità.
Ulteriore sforzo è dato dalla necessità di promuovere la partecipazione a regimi di qualità comunitari e rafforzare le azioni di sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulla qualità delle produzioni agroalimentari.

– Colture alternative
A vent’anni dal riposo ventennale dei seminativi (Reg. CEE 2078/92 misura F), diventa sempre più reale la necessità di introdurre negli ordinamenti produttivi specie diverse dai cereali, che attualmente soffrono la dinamica dei prezzi internazionali molto bassi, prezzi che non garantiscono la remunerazione dei costi di produzione.
Laddove c’è una vocazionalità per alcune colture arboree come il nocciolo (Coriolus avellanae) ed il pistacchio (Pistacia vera) bene venga, in altre circostanze, altrettanto positivo può essere l’introduzione di piante officinali.
Giuseppe Uccelli
Candidato consigliere lista “Alleanza Democratica per Senise”

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