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JOHN TAYLOR, PAUL MCCANDLESS, PIERLUIGI BALDUCCI E MICHELE RABBIA RILEGGONO DIECI BRANI DEL REPERTORIO DEL PIANISTA BILL EVANS

Evansiana è il secondo progetto discografico del quartetto. Circa quattro anni dopo Blue from Heaven”, martedì 28 febbraio il disco – pubblicato, come il precedente, dalla Dodicilune Records con il coordinamento di Balducci e la produzione di Gabriele Rampino, direttore artistico dell’etichetta salentina – esce in Italia e all’estero distribuito da Ird e nei migliori store digitali. “Evansiana” è inevitabilmente legato al ricordo della grande figura artistica di John Taylor, scomparso nel luglio 2015 poco dopo la registrazione del cd, probabilmente il vero continuatore dell’estetica e del pianismo di Evans. 
Dopo l’uscita di Doux Dèsirs di Michel Godard e Ihab Radwan, “Twelve Colours and Synesthetic Cells” di Gianluigi Trovesi e Umberto Petrin, Havana Blue” di Adriano Clemente e MPB! di Paola ArnesanoVince Abbracciante, prosegue il 2017 dell’etichetta salentina Dodicilune che si preannuncia intenso e ricco di nuove produzioni nazionali e internazionali.

La quinta e ultima uscita di febbraio è “Evansiana”, un’antologia di dieci brani del repertorio di Bill Evans, secondo progetto discografico del quartetto composto dal pianista britannico John Taylor, dal fiatista statunitense Paul McCandless, dal bassista pugliese Pierluigi Balducci e dal percussionista piemontese Michele Rabbia. Circa quattro anni dopo “Blue from Heaven”, martedì 28 febbraio il disco – con il coordinamento di Balducci e la produzione di Gabriele Rampino, direttore artistico della Dodicilune – esce in Italia e all’estero distribuito da Ird e nei migliori store digitali. “Evansiana” è inevitabilmente legato al ricordo della grande figura artistica di John Taylor, scomparso nel luglio 2015 poco dopo la registrazione del cd, probabilmente il vero continuatore dell’estetica e del pianismo di Evans. In scaletta sette brani firmati dal musicista statunitense (Very early, Re: person I knew, Time remembered, Turn out the stars, B winor waltz – for Elaine, Children play song, Epilogue) e altri tre pezzi del suo repertorio, firmati da Bernstein/Comden/Green (Some other time), Kenny Wheeler (Sweet Dulcinea Blue) e Miles Davis (Blue in green).

«Nel corso del 2014 Gabriele Rampino mi aveva ripetutamente invitato a realizzare una nuova incisione con lo stesso quartetto del mio precedente disco. E in estate ebbi l’idea di coinvolgere tutti in un’antologia di Bill Evans. Mi parve eccitante il pensiero che John si cimentasse con una rilettura del pianista americano che più ha distillato nel suo pianismo ingredienti di riconoscibile ascendenza europea», ricorda Balducci. «Mi entusiasmai anche all’idea che il lirismo di Paul, con il suo suono splendido, potesse rendere le composizioni di Evans ancora più scolpite e cesellate. E che la sensibilità e la poetica leggerezza di Michele potesse sostenerlo con il suo tipico approccio asservito all’armonia, alla melodia, al dialogo anche sussurrato. Io sarei riuscito così a dedicare un disco alle composizioni di Evans che avevano per me un profondo significato affettivo e nostalgico», prosegue. «Per me significava chiudere un cerchio, tornando su quel meraviglioso incontro, sempre rinnovato nel mondo del jazz, tra la componente africana e quella europea. Ma in fondo, ne sono convinto, lo era anche per i miei compagni di avventura. Così, chiesi ai miei compagni di viaggio di proporre due o tre brani ciascuno. Così è nato “Evansiana”. Racconta la storia di quattro m usicisti che forse non vedevano l’ora di poter suonare Bill Evans. Due di loro, i più giovani, sono cresciuti anche ascoltando i dischi dei due più anziani, e tutti insieme hanno rimescolato le proprie storie e le proprie carte. Questo disco narra di un felice incontro durato pochi anni e dell’effimera bellezza della vita. Questo disco è un frammento di eternità. È consapevolezza che anche se tutto scompare e svanisce, l’arte, che è spiritualità immanente nelle cose, resta».

«Oltre che il suo pianismo, anche il repertorio compositivo di Evans ha ispirato, forse con qualche ritardo, musicisti di varia estrazione; ma, dopo il progetto di Paul Motian con Joe Lovano e Bill Frisell (Jmt, 1990), una formula  di questa cifra artistica, con un suono di gruppo davvero unico e irripetibile, non si era mai ascoltata», precisa Gabriele Rampino. «Pur nel ruolo centrale assunto in modo del tutto naturale dal piano di Taylor, che armonicamente sviluppa ed estende significativamente il vocabolario di Evans, il quartetto è fortemente caratterizzato dal suono e dallo stile inconfondibile di Paul McCandless,  che conferisce al songbook evansiano un mood a-la-Oregon. La ritmica sublime di Balducci e Rabbia dona anticonvenzionalità e freschezza all’ensemble, che esplora le ricche e spesso difficili armonie evansiane  in una sfida vinta con naturalezza».

L’etichetta salentina Dodicilune è attiva dal 1996. Dispone di un catalogo di oltre 200 produzioni di artisti italiani e stranieri ed è distribuita in Italia e all’estero da IRD in circa 400 punti vendita tra negozi di dischi e store. I dischi Dodicilune possono essere acquistati anche online, ascoltati e scaricati su una cinquantina tra le maggiori piattaforme del mondo.
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